Mondiali all’Opera

NAPOLI — Al teatro San Carlo di Napoli sta per cadere un altro tabù: dopo le modelle in abbigliamento intimo, le foto degli sposi, gli stand dei prodotti tipici agroalimentari, nel tempio della lirica e della grande musica sta per irrompere, con tutta l’irruenza immaginabile, anche il calcio grazie a un’iniziativa destinata fatalmente a far discutere chi ha una concezione sacrale dell’arte e chi invece è favorevole alle contaminazioni tra sacro e profano. A partire dagli ottavi di finale, un maxischermo, installato all’interno del Massimo napoletano, dovrebbe permettere a melomani e musicofili, appassionati anche dello sport nazionale, di non perdere nemmeno un minuto delle partite della nazionale azzurra impegnata nel mondiale brasiliano. Il condizionale è d’obbligo, innanzitutto per una questione di scaramanzia. Dopo la conclusione della seconda giornata della fase a gironi l’Italia, infatti, non è ancora qualificata per i play off che conducono alla conquista della Coppa.

“Musica e sport sono un binomio che ha per comune denominatore e come chiave del proprio successo la condivisione delle emozioni e il concetto di squadra come strategia vincente per il raggiungimento di traguardi significativi – ha dichiarato la Sovrintendente Rosanna Purchia – Così come i tifosi negli stadi acclamano le prodezze atletiche dei loro beniamini, e ancor di più nei Mondiali esaltando l’attaccamento alla propria bandiera ed i sentimenti di fraternità tra i popoli, così dal 1737 il San Carlo infiamma la sua platea con spettacoli e concerti di assoluto valore e bellezza, e con il virtuosismo e il valore artistico delle sue maestranze e dei solisti che di volta in volta ne calcano il palcoscenico”.